Mediaset Premium cerca un po’ di ossigeno. Sono giorni concitati quelli dei vertici di Mediaset che hanno poche ore fa presentato i bilanci. Storico rosso per Mediaset, proprio causato dalla pay tv che – oggi è evidente – non ha funzionato. E in vista delle prossime aste per i diritti di Serie A e Champions, una mano potrebbe venire proprio da TIM. Il Gruppo Telecom del quale la Vivendi di Bollorè è azionista di riferimento.

Alleanza TimVision e Premium per il calcio
Diritti calcio. Mediaset Premium cerca l’ alleanza con TimVision.

Gli affari sono affari e se da un lato Bollorè e Berlusconi sono finiti in tribunale dall’ altro potrebbero trovare un’ intesa. Sul calcio. Proprio per salvare il loro oggetto del contendere: Mediaset Premium. Tim potrebbe quindi partecipare alle aste, condividendo magari parte dei pacchetti con Mediaset Premium. L’ alleanza poi potrebbe estendersi anche alla tecnologia, magari facendo diventare Premium, lo sport, il cinema e le serie, il cuore dell’ over the top TimVision.

Pochi mesi fa TimVision si è scorporata da TIM. E’ oggi una società parte del Gruppo Telecom ma autonoma. Un’ operazione che facilita il ruolo di TimVision da broadcaster e quindi da soggetto interessato a comprare e rivendere diritti. Un ruolo che non era consono ad una società di telecomunicazioni. Oggi TimVision ha in programma di produrre serie e film. E perché no, gestire i complessi diritti sul calcio. Comprarli è vero non è difficile. Basta sborsare tanti quattrini. Il punto è farli fruttare. E non ricadere nell’ errore di Premium con la Champions, quando il Biscione si svenò per mettere in difficoltà il concorrente Sky acquisendo l’ esclusiva e poi finì per accelerare il proprio declino.

Il calcio è un ingrediente essenziale della tv a pagamento. Qualsiasi. Premium compresa. E i vertici di Cologno Monzese lo sanno bene. Secondo gli analisti, una Premium senza calcio, con solo cinema e serie, vedrebbe ridimensionato il proprio giro d’ affari di circa il 90%.

In pratica, rinunciare ai diritti di Serie A e Champions League sarebbe un modo delicato di chiudere i battenti. E per questo, in queste ore, tra le tante ipotesi c’ è quella di allearsi con TimVision. Non che nel Gruppo Telecom i soldi cadano dal cielo ma la tv via internet di Tim ha bisogno di rinforzarsi e crescere, per non perdere il treno della rivoluzione over the top. Mercato dove attualmente padroneggia, in solitaria, Netflix.

La soluzione quindi potrebbe essere la sinergia. Premium ha i contenuti, o potrebbe averli. Ed ha comunque il know how per confezionarli. Tim ha lo spazio e la tecnologia che il digitale terrestre non ha. Oltre a investimenti probabilmente sbagliati, questi anni di Mediaset Premium hanno fatto sentire tutti i limiti del digitale terrestre rispetto allo streaming e al satellite di Sky. In particolar modo da quando l’ alta definizione è diventata lo standard di visione di chi guarda lo sport in tv.

E Premium, con i suoi multiplex sul DTT è riuscita al massimo a trasmettere due partite in HD in contemporanea. Costringendo la piattaforma ad un’ immagine da prodotto di serie B al confronto con la nemica Sky.

Limiti che già oggi grazie ad una normale ADSL, potrebbero essere superati. Netflix docet. I soldi sono pochi e, insieme a TIM, Mediaset cerca l’ unica possibilità di sopravvivenza. Senza diritti calcio, sono in molti a dirlo, si aprirebbe la strada della chiusura o della svendita, di quel poco che resta, a Sky.

A Berlusconi padre della pay tv non è mai importato molto. Al figlio invece, molto legato al progetto e suo personale sogno, gli azionisti non perdoneranno altri bilanci in perdita. Mediaset deve liberarsi del peso Premium. E in fretta.